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Archivio News 2025 | ||||||||
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DAL 31 GENNAIO 2020 AD OGGI CORONAVIRUS "ognuno di noi ha la responsabilità di contenere la situazione" leggi le normative nazionali e ragionali del Lazio, sul lavoro che ci riguardano da vicino
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22 MARZO L’ASSOCIAZIONE PARTECIPA AL PRIMO CONVEGNO NEFROCENTER DI COLLEFERRO “LA NEFROLOGIA INCONTRA LA MEDICINA GENERALE
Si è tenuto il Primo Convegno Nefrocenter Colleferro presso la Sala Consiliare di Palazzo Morandi. Durante l'incontro si è discusso delle ultime scoperte in campo nefrologico e dell'importanza di una corretta informazione. L’accesso alle informazioni mediche, infatti, è oggi più facile che mai, ma quanto di ciò che leggiamo online è davvero affidabile? In Nefrologia e più in generale in Medicina, il progresso scientifico è rapidissimo, ma fake news e informazioni non verificate possono generare confusione e indurre i pazienti a decisioni sbagliate sulla propria salute. Un confronto aperto tra specialisti, pazienti e Medici di Medicina Generale, diventa dunque fondamentale per guidare verso una corretta comprensione delle novità scientifiche e contrastare la disinformazione. Dopo la presentazione del congresso da parte del Dr. Giovanni Lombardi Fondatore e direttore strategico del gruppo Nefrocenter, sono intervenute le autorità con il senatore Giorgio Salvitti, il Sindaco Perluigi Sanna, Roberto Costanzi nel suo intervento ha sottolineato le difficoltà per l’inserimento in lista di attesa per il trapianto di rene e ha esortato la platea per la sensibilizzazione alla donazione degli organi. Interessanti i contributi medici, tra questi, il Prof. Domenico Di Landro, Prof. Sandro Mazzaferro, Dott. Vincenzo Barbera, Dott. Luca Di Lullo, Dott.ssa Valeria Rossi, i capo sala Andrea Pandolfi e Emanuela Poeta. Un convegno interessante per il territorio.
l'intervento di Roberto Costanzi klicca sull'immagine
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21 MARZO LE ASSOCIAZIONI DEL TAVOLO DELLA ASL DI VITERBO A BAGNOREGIO ISTITUTO FRATELLI AGRESRI PER PARLARE DI DONAZIONE DI ORGANI E TESSUTI
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18 MARZO CONVEGNO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DI SIN E FIR, PRESENTATO IL PROGETTO DI LEGGE DELL’ONOREVOLE GIORGIO MULE’
Si è tenuto il a Roma presso la Camera dei Deputati il convegno “Progressi sulla Malattia Renale Cronica: risultati della Giornata Mondiale del Rene 2025”, promosso con il patrocinio della Fondazione Italiana del Rene e della Società Italiana di Nefrologia, al quale ha partecipato per l’Associazione Malati di Reni Leonardo Loche Presidente del Forum Nazionale, con l’obiettivo di presentare il documento sulla Malattia Renale Cronica, redatto dal Gruppo di lavoro multistakeholder e realizzato con il contributo non condizionante di AstraZeneca, Bayer Italia, Boehringer Ingelheim, Otsuka Pharmaceutical Italy, Novartis Italia, Dr Schàr, CSL Vifor, Amgen Italia e Astellas Pharma. “La Malattia Renale Cronica è una patologia silente che interessa oltre il 10% della popolazione adulta, con un impatto sanitario ed economico significativo”, ha dichiarato Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati. “Il Disegno di Legge (1761 del 6 marzo 2024) – continua Mulè – attualmente incardinato in XII Commissione e di cui inizia l’analisi, volto all’istituzione di un programma nazionale di screening, rappresenta un intervento strategico per favorire una diagnosi tempestiva e contrastare la progressione della patologia verso gli stadi avanzati. L’iniziativa ha da subito infatti incontrato il favore della società scientifica e delle associazioni di pazienti, che ringrazio per il loro contributo. Ora è fondamentale un impegno congiunto per garantire un iter legislativo rapido ed efficace, affinche il Disegno di Legge possa tradursi, entro l’anno, in una riforma concreta che clinici, pazienti e settore privato attendono da tempo”. E’ stata sottolineata la necessità di semplificare i piani terapeutici e di un approccio sinergico tra medicina del territorio e specialistica nefrologica per garantire un accesso equo ai percorsi di diagnosi e trattamento. Luca De Nicola, Presidente della Società Italiana di Nefrologia, ha evidenziato “come spiegato ampiamente nel documento, l’attuale sistema dei Piani Terapeutici costituisce un ostacolo per i pazienti e un onere per i clinici. E’ fondamentale adottare strumenti più snelli, che garantiscano una maggiore aderenza terapeutica e riducano il carico amministrativo per specialisti e Medici di Medicina Generale”. “Il Disegno di Legge – prosegue De Nicola – rappresenta un’opportunità concreta per istituire un percorso strutturato su scala nazionale, per questo motivo abbiamo lavorato intensamente con tutto il Gruppo di Lavoro multistakeholder, che racchiude la società scientifica che rappresento, le associazioni di pazienti e le aziende.” Altro tema centrale è il ruolo svolto nella diagnosi precoce e nella gestione della Malattia Renale Cronica dai Medici di Medicina Generale, primo riferimento per il paziente e punto di raccordo con gli specialisti nefrologi. Gaetano Piccinocchi, Tesoriere della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, ha sottolineato che “la collaborazione tra Medico di Medicina Generale e specialista nefrologo è un pilastro fondamentale per assicurare continuità assistenziale e percorsi terapeutici appropriati. Inoltre – continua Piccinocchi – stiamo lavorando attivamente per avviare programmi di screening pilota, in Liguria e in Campania, portati avanti in sinergia con la Società Italiana di Nefrologia”. Il Progetto di legge stanzia oltre 4 milioni di euro per la realizzazione dei programmi. Alcune foto da Pianeta TV salute Il DDL Mulè 1761
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18 MARZO PRESENTATO IL MANIFESTO DELLE ASSOCIAZIONI CONTRO LA RESISTENZA ANTIMICROBITA PER L'USO DI ANIBIOTICI
L’Associazione Malati di Reni con il Presidente Roberto Costanzi ha partecipato alla presentazione del manifesto di Cittadinanzattiva e alla presenza del sottosegretario alla salute Marcello Gemmato, al quale abbiamo aderito convinti del problema. Riportiamo il Comunicato stampa di Cittadinanzattiva.
“Offrire un contributo civico nella sfida contro la resistenza antimicrobica, e favorire la partecipazione delle organizzazioni civiche e di pazienti alle strategie per fronteggiare quella che l’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto come una delle principali emergenze sanitarie globali. È questo l’obiettivo del Manifesto “Antimicrobico-resistenza: insieme ai pazienti per conoscerla e contrastarla”, presentato da Cittadinanzattiva a Roma, nel corso di un evento alla presenza del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Secondo l’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) si contano da 33.000 a 35.000 decessi annui in Europa, di cui circa un terzo solo in Italia (8000-11000 decessi annui), per infezioni attribuibili all’AMR. Il costo annuale della resistenza antimicrobica nei paesi dell'UE e dello Spazio economico europeo (SEE) è di quasi 11,7 miliardi di euro; in Italia, secondo le stime più recenti, l’AMR impatta per 2,4 miliardi di costo annuo, con 2,7 milioni di posti letto occupati a causa di infezioni da batteri resistenti. Il Manifesto indica proposte di intervento da parte delle Istituzioni nonché azioni ed iniziative specifiche attraverso le quali le associazioni civiche e di pazienti possono impegnarsi concretamente nel contrasto all'AMR. “Il ruolo delle associazioni di cittadini e di pazienti nel governo delle politiche sanitarie è ormai riconosciuto, e anche nell’ultima Legge di Bilancio sono previste specifiche misure a riguardo. Le sfide della salute pubblica infatti sono ambiziose e richiedono necessariamente il contributo attivo dei cittadini e il ruolo facilitante delle loro organizzazioni, la consapevolezza e il coinvolgimento di quante più persone possibili. La lotta all’antimicrobico-resistenza rappresenta, per la gravità del problema e il suo impatto sui sistemi sanitari del presente e del futuro, un ambito fondamentale nel quale sperimentare la partecipazione civica: un requisito imprescindibile per il contenimento del fenomeno è stabilire un patto fra istituzioni e cittadini che miri a implementare strategie, nazionali, regionali e locali, sul contrasto alla AMR, che valorizzi il coinvolgimento delle persone, anche quelle più fragili e difficili da raggiungere, e che sia in linea con i loro bisogni di salute" dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva. "L’antimicrobico-resistenza è una delle sfide sanitarie più urgenti e complesse del nostro tempo e richiede un impegno collettivo e coordinato", ha dichiarato il Sottosegretario alla Salute, On. Marcello Gemmato, nel suo intervento istituzionale. "È essenziale promuovere un uso consapevole e appropriato degli antibiotici in tutti i contesti, sfruttando le sinergie con le associazioni dei cittadini e dei pazienti, che rappresentano un valore aggiunto e uno stimolo costruttivo per le istituzioni e la politica. In quest’ottica, iniziative come quella di Cittadinanzattiva sono fondamentali: il Manifesto presentato oggi offre un contributo concreto per accrescere la consapevolezza e promuovere azioni efficaci e condivise, contro quella che è già una criticità dei sistemi sanitari globali ma che, con strategie mirate e il contributo di tutti, possiamo affrontare efficacemente.” Fra le proposte dirette alle istituzioni, nel Manifesto si chiede di: dare piena esecuzione al Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza (PNCAR), anche in vista della prossima scadenza di fine anno e del successivo rinnovo e verificare l’utilizzo da parte delle Regioni e Province autonome delle risorse, stanziate nell’ultima Legge di Bilancio, per il raggiungimento degli obiettivi previsti e l’implementazione delle azioni poste in essere nel PNCAR; individuare strategie per incentivare la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici e facilitarne la disponibilità e l’accesso, anche attivando un tavolo di consultazione multistakeholder presso l’AIFA; migliorare l’appropriatezza nella prescrizione di antibiotici attraverso l’uso di test diagnostici; promuovere all’interno delle strutture sanitarie, interventi e metodologie nuove rivolte agli operatori sanitari al fine di rimuovere i fattori sociali e comportamentali che possono essere i responsabili della AMR; integrare i programmi universitari con corsi e moduli formativi sui temi dell’AMR, sulle pratiche cliniche per la sicurezza e prevenzione delle infezioni e al contempo avviare campagne di informazione e comunicazione capillari rivolte alla popolazione; in un’ottica “One Health”, rafforzare la regolamentazione sull’uso di antibiotici in agricoltura e negli allevamenti intensivi, e sensibilizzare la popolazione sulla scelta consapevole degli alimenti privi di antibiotici. A partire da queste proposte, il Manifesto individua in maniera dettagliata gli ambiti e il ruolo che le organizzazioni civiche e di pazienti possono svolgere in sinergia con le istituzioni, in particolare: promuovendo e sostenendo, in collaborazione con Asl, farmacie, scuole ed università, campagne di sensibilizzazione sui temi dell’AMR, dell’aderenza terapeutica e della prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza ma anche, in un’ottica One Health, sulla scelta degli alimenti e sulla raccolta e smaltimento dei farmaci scaduti o non utilizzati; promuovendo, all’interno delle strutture sanitarie e sociosanitarie, le attività di monitoraggio o Audit per raccogliere dati ed evidenze su infezioni ospedaliere e antimicrobico resistenza. “Antimicrobico-resistenza. Insieme ai pazienti per conoscerla e contrastarla” è un progetto indipendente di Cittadinanzattiva realizzato con il supporto di CAЯe (fanno parte di CAЯe: Shionogi, Menarini, Viatris, Advanz Pharma e Pfizer).
il manifesto integrale il manifesto in forma sintetica
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17 MARZO IN CINA UN ULTERIORE XENOTRAPIANTO DI RENE
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16 MARZO LE ASSOCIAZIONI DEL TAVOLO DELLA ASL DI VITERBO A GALLESE SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PER PARLARE DI DONAZIONE DI ORGANI E TESSUTI
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13 MARZO ARDEA RM, PER LA GIORNATA MONDIALE DEL RENE L’ASSOCIAZIONE PRESENTE CON L'AMBULATORIO DI NEFROLOGIA E DIALISI MIRA NEPHRO
E’ sta una giornata intesa ieri all’ambulatorio di Nefrologia e dialisi di Mira Nephro di Ardea (RM) circa 100 persone provenienti non solo dai dintorni si sono recate all’appuntamento con la salute dei reni ed hanno effettuato lo screening per verificare la corretta funzionalità renale e il colloquio con il medico nefrologo. E’ stata una giornata dove in tutta Italia molte sono state le iniziative organizzate da SIN e FIR alle quali la popolazione ha risposto ovunque. Ringraziamo per la giornata di ieri il Direttore della struttura Mira Nephro il Dr. Alberto Santoboni, la coordinatrice infermieristica Dr.ssa Danila Pellorca, tutto il personale medico, infermieristico, ausiliario e non ultima la proprietà.
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07 MARZO AL POLICLINICO DI TOR VERGATA PER IL CONVEGNO RENETWORK: GESTIONE MULTIDISCIPLINARE DEL TRAPIANTO DI RENE L’ASSOCIAZIONE HA PORTATO IL CONTRIBUTO NEL SEGNALARE LE DIFFICOLTA’ NELL’ISCRIZIONE IN LISTA DI ATTESA
Il convegno è stato molto interessante nei temi esposti, infatti, negli ultimi anni si è assistito ad un incremento del numero dei trapianti di rene con ottimi risultati, grazie all’implementazione delle risorse finalizzate a promuovere l’attività di trapianto di rene sia da donatore vivente che da donatore deceduto. Ad oggi, la gestione ottimale dei pazienti in lista per trapianto di rene, il trapianto di rene da donatore vivente e le nuove strategie per superare le barriere immunologiche dei candidati al trapianto iperimmuni rappresentano gli aspetti chiave per offrire le migliori opportunità terapeutiche ai pazienti in attesa di trapianto di rene. Infatti, anche i pazienti iperimmuni candidati a trapianto di rene, che in passato avevano poche possibilità di essere trapiantati, ad oggi hanno nuove opportunità terapeutiche, come il programma nazionale iperimmune e la disponibilità di nuove terapie di desensibilizzazione. Nella discussione finale del convegno, Roberto Costanzi nel felicitarsi per tutte le nuove opportunità che la scienza offre per curare le persone trapiantate di rene, ha sottolineato le difficoltà nell’immissione in lista di attesa per il trapianto, troppe persone trovano difficoltà enormi nell’affrontare tutti gli esami previsti per una prima valutazione per l’idoneità al trapianto e troppi centri dialisi regionali pubblici e accreditati hanno difficoltà ad assistere la persona nel fissare gli appuntanti ecc. l’argomento ha coinvolto i relatori presenti con una discussione approfondita.
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03 MARZO GIORNATA DI SENSIBILIZZAZIONE ALLA DONAZIONE DEGLI ORGANI ALL’ISTITUTO CARLO ALBERTO DALLA CHIESA DI MONTEFIASCONE
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02 MARZO LA RICERCA PER LA CREAZIONE DI CUORE A PARTIRE DA CELLULE STAMINALI PLURIPOTENTI
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La ristrutturazione del centro dialisi dell’ospedale di Bracciano, oramai datato, ha coinvolto le associazioni Malati di Reni e ANED Lazio dallo scorso anno quando con le persone in carico, fummo parte di due incontri tenutesi in ospedale con la dirigenza della ASL Roma 4. I lavori portano qualche mese di ritardo, ma sembra che iniziano veramente. Infatti sono iniziati i lavori preliminari per la ristrutturazione del centro Dialisi che, verrà spostato al piano terra della struttura sanitaria nei locali occupati dalla farmacia territoriale così da garantire alle persone in carico la possibilità di proseguire la terapia senza dover affrontare spostamenti e disagi (così come era stato deciso nel primo progetto della ASL). In questi giorni si sta provvedendo a liberare i locali al piano terra, precedentemente occupati dalla Farmacia Territoriale, spostata altrove. “A breve– ha dichiarato il Direttore Generale della Asl Roma 4, dottoressa Rosaria Marino – inizieranno i lavori di adeguamento degli spazi al piano terra, necessari ad accogliere in sicurezza e con il massimo comfort gli utenti che si sottopongono al trattamento dialitico. Lo spostamento della Farmacia Territoriale si è quindi reso necessario per permettere l’avvio dei lavori e garantire la continuità di assistenza sul territorio”. Tutti noi ci auguriamo che la realizzazione del centro dialisi provvisorio e per la ristrutturazione del centro dialisi non passino molti mesi. Tratto da baraondanews.it
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17 FEBBRAIO ASCOLTARE IL SUONO DELLE VENE PER PREVENIRE LE COMPLICANZE DELLA FISTOLA IN DIALISI
Bergamo, 17 febbraio 2025 – Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Bioingegneria dell’Istituto Mario Negri Bergamo ha sviluppato un innovativo metodo per il monitoraggio delle fistole arterovenose nei pazienti in emodialisi, un approccio che porterà alla diagnosi precoce delle complicazioni riducendo la necessità di interventi urgenti.
Le fistole arterovenose, sono un’opzione indispensabile. Tuttavia, circa il 40% diventa inutilizzabile entro un anno dall’intervento, a causa della formazione di stenosi, ossia restringimenti dei vasi che ostacolano il corretto passaggio del sangue e che spesso portano alla chiusura della fistola stessa. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Biomedical Engineering, dimostra che l’auscultazione dei suoni generati dal flusso sanguigno nelle fistole possa essere utilizzata per individuare precocemente le stenosi, migliorando la qualità di vita del paziente. L’occlusione della fistola, spesso rilevata nel giorno stesso della emodialisi, costringe infatti i medici a intervenire d’urgenza con l’inserimento di un catetere temporaneo e a pianificare un nuovo intervento chirurgico per la creazione di un accesso vascolare alternativo per il trattamento. Nonostante le linee guida raccomandino un monitoraggio regolare delle fistole, mancano ad oggi metodi veloci, oggettivi ed economici per effettuare questo controllo in modo continuativo, e individuare in tempo utile le fistole a rischio di fallimento, intervenendo per salvarle prima della loro completa chiusura. Con l’obiettivo di colmare questa lacuna, lo studio ha utilizzato un fonendoscopio elettronico per l’analisi quantitativa dei suoni emessi dalle fistole, una tecnica che sfrutta le variazioni di frequenza e intensità del suono per individuare segni di disfunzione. I ricercatori hanno monitorato per un anno sei pazienti con fistole nell’avambraccio sottoposti a emodialisi all’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, registrando i suoni prodotti dalle loro fistole e correlando questi dati con misurazioni ecografiche del flusso sanguigno e simulazioni di fluidodinamica computazionale. “Abbiamo dimostrato che il suono fornisce un’indicazione indiretta del flusso di sangue che scorre nella fistola, ed è quindi indicativo della sua funzionalità. Infatti, i suoni provenienti dalle fistole con flusso disturbato, contraddistinte da vortici e ricircoli sanguigni, mostravano frequenze elevate (500-700 Hz), mentre in quelle con flusso regolare e minori segni di stress sulla parete vascolare, i suoni erano caratterizzati principalmente da frequenze basse (100-250 Hz) – spiegano Sofia Poloni e Michela Bozzetto, responsabili della ricerca presso il laboratorio di Medical Imaging del Mario Negri Bergamo – L’obiettivo a lungo tendere è che questo dispositivo diventi uno strumento di controllo utilizzabile dal paziente stesso”.
“Questo approccio, che unisce l’ascolto clinico a un’analisi quantitativa tramite un codice appositamente sviluppato dai ricercatori del Mario Negri, rappresenta un metodo affidabile, non invasivo e rapido per monitorare la funzionalità delle fistole”, commenta Carmela Condemi, Responsabile dell’Unità di Dialisi dell’ASST Papa Giovanni XXIII. “Questo permetterà a qualsiasi operatore di identificare tempestivamente le fistole a rischio di stenosi e intervenire prima che diventino inutilizzabili. Se adottato su larga scala, potrebbe quindi prevenire complicazioni anche gravi nei pazienti sottoposti a emodialisi, migliorare la qualità di vita dei pazienti e ottimizzare la gestione delle risorse nei centri dialisi, oltre a ridurre i costi legati a interventi chirurgici urgenti”, conclude Condemi. Fonte primaria: www.insalutenews.it
l'articolo pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Biomedical Engineering
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08 FEBBRAIO AL VIA IN ITALIA UN PROGETTO PER GLI XENOTRAPIANTI DA MAIALE A UOMO
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05 FEBBRAIO ALL’OSPEDALE DI COLLEFERRO PROSSIMA ATTIVAZIONE DELLA DEGENZA NEFROLOGICA
Questa mattina il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, con il direttore generale della ASL Roma 5, Silvia Cavalli, hanno inaugurato la risonanza magnetica la prima pubblica del territorio. Nel comunicato si legge “L’ospedale di Colleferro potrà inoltre contare sulla prossima attivazione del reparto di Nefrologia, in linea con la programmazione della Rete ospedaliera 2024-2026. Servizi essenziali che saranno attivati propedeuticamente con il reclutamento delle mille unità di personale sanitario autorizzato dalla Regione Lazio, comprese le stabilizzazioni.” Degenza nefrologica programmata e attesa da anni per la quale tante volte l’Associazione chiesto l’attivazione. Speriamo che questa sia la volta buona. Foto dal sito della ASL Roma 5
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03 FEBBRAIO XENOTRAPIANTO DI RENE STATI UNITI AVVIO DI UN TRIAL SUI MAIALI GENETICAMENTE MODIFICATI
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03 FEBBRAIO RIPRENDE L’ATTIVITA’ DI VOLONTARIATO DELLE ASSOCIAZIONI A VITERBO CON IL CONCORSO “DONARE PER DONARSI”
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25 GENNAIO NUOVO XENOTRAPIANTO DI RENE A BOSTON
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13 GENNAIO DONAZIONE E TRAPIANTI 2024 I DATI PRELIMINARI PRESENTATI QUESTA MATTINA
Nell’anno da poco concluso l’attività della Rete trapiantologica italiana ha registrato i numeri più alti mai realizzati sia per gli organi che per le cellule staminali emopoietiche. I dati sono stati presentati dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e dal direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin. All’evento è intervenuto anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità Rocco Bellantone. Le donazioni di organi continuano a crescere: nel 2024 sono state 2.110 quelle effettivamente realizzate (+2,7% sul 2023), a partire da 3.192 segnalazioni di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni (+3,2%). Grazie a questi numeri è stato possibile realizzare ben 4.692 trapianti, 226 in più rispetto allo scorso anno (+5,1%). Il tasso nazionale di donazione è salito a 30,2 donatori per milione di persone (pmp): è la prima volta che in Italia si supera quota 30, un livello che colloca il nostro Paese ai primi posti europei per donazioni di organi. Le regioni con il tasso più elevato si confermano Toscana (49,4 donatori pmp), Emilia-Romagna (45,5) e Veneto (44,7). È da registrare la crescita dei tassi delle regioni meridionali (Sicilia +5,7, Campania +3,1, Calabria +2,7): un dato che evidenzia i primi risultati di un processo di riduzione del divario tra Nord e Sud avviato dal CNT in questo ambito. Per quanto riguarda i trapianti, sono stati quelli di cuore (+13%) e di rene (+6,6%) a crescere di più. I trapianti di rene sono stati complessivamente 2.393 (149 in più rispetto allo scorso anno), quelli di cuore 418 (nel 2023 erano stati 370). In aumento anche i trapianti di fegato 1.732 (+1,8%), in lieve calo quelli di polmone (passati da 188 a 174), stabili quelli di pancreas (36). Complessivamente l’Italia è salita in un anno da 69,2 a 75,5 trapianti ogni milione di persone, il livello più elevato di sempre: tra le regioni è il Veneto ad aver raggiunto il tasso più alto (130,5 trapianti pmp), seguito da Piemonte (115,1), Friuli-Venezia Giulia (104,3) ed Emilia-Romagna (100,1). Anche per quanto riguarda i trapianti si evidenzia un aumento dei tassi nelle regioni del Sud: la Sicilia è passata da 41,8 a 63,8 trapianti pmp (+22), e sono cresciute Puglia (+6,5), Campania (+5,8) e Calabria (+1,7). Tra gli elementi trainanti dell’aumento dell’attività di donazione e trapianto di organi c’è la crescita esponenziale della donazione a cuore fermo (donation after cardiac death, DCD), ovvero quella da pazienti la cui morte viene accertata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti: le segnalazioni di questa tipologia di donatori sono salite in un anno del 29,4%, portando le donazioni effettive a quota 276 (+30,8%) e i trapianti conseguenti a 621 (+39,9% rispetto al 2023). I centri ospedalieri che effettuano questo tipo di donazione sono attualmente 85, mentre dodici mesi fa erano 72. Nel 2024 quelli da donazione a cuore fermo hanno rappresentato il 13,2% di tutti i trapianti realizzati: nel 2023 erano il 9,9%, due anni fa solo il 5,7%: un trend che evidenzia i miglioramenti raggiunti dalla rete trapiantologica sotto il profilo organizzativo e tecnologico. In un quadro complessivamente molto positivo, resiste il nodo rappresentato dai tassi di opposizione al prelievo degli organi. Nelle rianimazioni la percentuale di chi ha rifiutato la donazione nel 2024 è scesa a 29,3% (in lieve calo rispetto al 30,3% del 2023) ma è aumentato il numero di persone che all’atto del rilascio della carta d’identità elettronica ha scelto di registrare un “no” a un’eventuale donazione dopo la morte. Nel 2024 le dichiarazioni di volontà raccolte nelle anagrafi comunali sono state oltre 3,7 milioni: nel 36,3% dei casi i cittadini hanno optato per l’opposizione al prelievo degli organi, mentre nel restante 63,7% hanno dato il consenso (nel 2023 i “sì” erano stati invece il 68,5%). In questo momento nel Sistema informativo trapianti sono presenti 21,4 milioni di dichiarazioni di volontà: 15 milioni di consensi e 6,4 milioni di opposizioni. Per rafforzare la cultura della donazione, nel 2025 il Ministero della Salute e il Centro nazionale trapianti metteranno in campo una serie di azioni a sostegno della campagna nazionale di sensibilizzazione: tra le più significative, un’indagine conoscitiva sulle motivazioni che portano i cittadini alla scelta di diventare o meno donatori di organi e alcune iniziative di comunicazione mirate ai più giovani (che, secondo i dati, insieme agli over 60 manifestano una minore propensione alla donazione). [TRATTO DAL COMUNICATO STAMPA N. 1/2025] SCARICA IL REPORT 2024
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7 GENNAIO 2025 REGIONE LAZIO CONTRIBUTI EROGATI PER LA DIALISI DOMICILIARE (DCA 441/2014)
La Regione del Lazio, ha definito che la ASL di residenza corrisponde un contributo annuo, rivalutabile in base al tasso di inflazione programmato, diversificato a seconda che si effettui l’emodialisi, o la Dialisi Peritoneale Automatizzata (APD), o la Dialisi Peritoneale Manuale (CAPD). Per l’anno 2023 erogato nel 2024 il contributo è:
Il contributo è corrisposto sulla base a domanda dell'assistito da presentare ad inizio anno solare al distretto di residenza ufficio rimborsi per la dialisi o al protocollo a seconda dell’organizzazione interna, corredata di certificazione del Centro dialisi attestante il trattamento domiciliare dal ….. Il contributo viene erogato con cadenza annuale, in dodicesimi, secondo i mesi di trattamento certificati durante l'anno solare precedente. Hanno diritto ai contributi gli stranieri sia comunitari che extracomunitari residenti nella Regione Lazio in regola con la documentazione di soggiorno.
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31 DICEMBRE 2024 TABELLA RIASSUNTIVA DELLE TARIFFE DELLA DIALISI E CODICI CON L'ENTRATA IN VIGORE DEL NOMENCLATORE DAL 30 DICEMBRE 2024 - REGIONE LAZIO AGGIORNATA 28 GENNAIO 2025
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31 DICEMBRE 2024 IL TAR DEL LAZIO PRIMA SOSPENDE IL DECRETO PER L’APPLICAZIONE DEL NOMENCLATORE CON IL NUOVI LEA, POI LO LASCIA FINO ALLA TRATTAZIONE IN CAMERA COLLEGIALE DEL 28 GENNAIO 2025
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